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Le origini della standardizzazione dei formati carta risalgono al XIV secolo a Bologna, quando la carta era prodotta principalmente a mano e ogni fabbrica aveva il proprio formato di carta. Questa diversità di formati rendeva difficile lo scambio di documenti tra paesi e la stampa di libri in diversi formati. Ai produttori di carta locali vennero fornite direttive su quattro tipi di formato.

Nel 1798

Nel 1798, il governo francese ha emesso un decreto che ha stabilito i formati di carta per l’amministrazione pubblica, in modo da standardizzare la produzione di documenti ufficiali. Il formato base stabilito da questo decreto era di 420 mm x 594 mm, che corrisponde all’attuale formato A2.

Il XIX secolo

Nel corso del XIX secolo, altri paesi hanno iniziato a adottare i formati standardizzati per i loro documenti ufficiali. Nel 1922, la norma DIN 476 è stata introdotta in Germania, stabilendo i formati di carta per la stampa e la riproduzione di documenti.

Gli anni ’50

Negli anni ’50, la norma ISO 216 è stata introdotta come successore della norma DIN 476, con l’obiettivo di standardizzare i formati di carta a livello internazionale.

Questa norma ha definito la serie A di formati di carta, basata sul formato A0 con una superficie di 1 metro quadrato e una proporzione di 1:√2 tra lunghezza e larghezza.

Oltre alla serie A, la norma ISO 216 ha definito anche le serie B e C, utilizzate per i formati di carta meno comuni come le buste e i fogli di cartone.

In generale, la standardizzazione dei formati di carta ha reso più facile la produzione, la distribuzione e lo scambio di documenti in tutto il mondo, aumentando l’efficienza e la praticità delle comunicazioni scritte.